27 Maggio 2020

Dl Rilancio e appalti: anticipazione del 30% e niente tassa sulle gare

In attesa di un provvedimento dedicato agli investimenti e agli appalti, nel decreto Rilancio n. 34/2020 sono state inserite alcune misure a sostegno della liquidità delle imprese impegnate in lavori pubblici, ovvero l’anticipazione del 30% all’impresa appaltatrice, un ulteriore stanziamento per il fondo Salva Opere e l’esonero dei contributi ANAC.

Nel dettaglio, all’art. 207 “Disposizioni urgenti per la liquidità delle imprese appaltatrici” è stata introdotta una rilevante modifica in tema di anticipazione contrattuale, il cui importo può essere elevato in determinati casi dal 20 al 30%, calcolato sul valore del contratto di appalto, tenendo conto delle risorse disponibili della stazione appaltante. Nel decreto viene però precisato, al comma 1, che è possibile richiedere l’anticipazione nella misura del 30% in relazione alle procedure disciplinate dal codice dei contratti pubblici, d.lgs. 50/2016, quando:

– bandi o avvisi di gara risultano pubblicati alla data di entrata in vigore del decreto Rilancio;

– “nell’ipotesi di contratti senza pubblicazione di bandi o avvisi, gli inviti a presentare le offerte o i preventivi sono stati già inviati e i relativi termini non sono ancora scaduti”;

– “in ogni caso le procedure sono state avviate a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto e fino alla data del 30 giugno 2021”.

Al di fuori dei casi previsti di cui al comma 1, l’anticipazione può essere riconosciuta in favore degli appaltatori che hanno già usufruito di un’anticipazione contrattualmente prevista ovvero che abbiano già dato inizio alla prestazione senza aver usufruito di anticipazione, e “per un importo non superiore complessivamente al 30 per cento del prezzo” (compatibilmente con le risorse annuali stanziate per ogni singolo intervento a disposizione della stazione appaltante).

All’art. 85 del DL viene invece recepita la proposta avanzata dall’Autorità nazionale anticorruzione nelle settimane scorse finalizzata ad alleggerire le imprese dagli oneri dovuti: fino al 31 dicembre 2020 aziende e stazioni appaltanti sono dispensate dal pagamento dei contributi per partecipare a procedure di gara avviate a partire dal 19 maggio 2020. Si tratta di una contribuzione dovuta che varia a seconda dell’importo posto a base di gara e oscilla da 20 a 500 euro per le imprese e da 30 a 800 euro per le stazioni appaltanti. Secondo le stime, il provvedimento consentirà un risparmio quantificabile in circa 40 milioni di euro.

Infine, l’articolo 201 stanzia ulteriori 40 milioni di euro per il Fondo salva opere, lo strumento creato dal decreto Crescita per sostenere i subappaltatori rispetto al fallimento dei main contractor. Oltre alla riduzione dell’impatto economico dell’emergenza sanitaria sulle imprese connesse alla realizzazione delle opere pubbliche, la misura è volta a garantire il rapido completamento dei lavori iniziati. Le domande finora arrivate, si legge nella relazione illustrativa, risultano essere pari a 82 milioni di euro.

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