25 Marzo 2021

Proroga Superbonus al 2023 sempre più vicina

Un altro passo avanti verso la proroga del Superbonus 110% fino a tutto il 2023: la Commissione Ambiente della Camera ha espresso parere favorevole con osservazioni sulla Proposta di PNRR del Governo, recependo così le sollecitazioni dell’ANAEPA e delle altre associazioni dell’edilizia circa all’estensione della durata dell’agevolazione del 110% per specifici interventi in ambito di efficienza energetica, di interventi antisismici, di installazione di impianti fotovoltaici o delle infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza, dopo la discussione in Parlamento, dovrà poi essere riesaminato e integrato dal governo e infine trasmesso alla Commissione Ue entro il prossimo 30 aprile.

In particolare, tra le osservazioni nell’ambito della Missione 2, componente III «Efficienza energetica e riqualificazione degli edifici», la Commissione invita a dare particolare priorità alla linea progettuale 2 «Efficientamento energetico e sismico, edilizia residenziale privata e pubblica», attraverso l’estensione del superbonus 110 per cento all’intero anno 2023, indipendentemente dalla avvenuta realizzazione di percentuali di lavori nell’ultimo anno di vigenza dell’incentivo, anche al fine di moltiplicare gli effetti positivi in termini di risparmio energetico annuo generato dagli interventi di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio privato.

Inoltre, nel parere si evidenzia la necessità di valutare l’inserimento di tale incentivo in una strategia di riqualificazione degli edifici e di semplificazione per favorire l’accesso ad essa, in particolare sul versante della verifica preventiva della conformità urbanistica, degli interventi sugli edifici ubicati nei centri storici laddove la presenza di vincoli impedisce il miglioramento di almeno due classi energetiche e l’accelerazione dei tempi di recupero del credito nonché la sua estensione ad altre tipologie di immobili e l’opportunità di un’estensione delle platea dei beneficiari.

Sempre nell’ambito della medesima Missione 2, sarebbe poi auspicabile la realizzazione di un Piano operativo nazionale per la sicurezza sismica per l’efficientamento energetico del patrimonio edilizio residenziale pubblico.

E ancora nell’ambito della Missione 2, componente IV «Tutela del Territorio e della risorsa idrica», la Commissione esorta a provvedere ad integrare il documento, incrementando le risorse della linea progettuale «Interventi sul dissesto idrogeologico» alla redazione e attuazione, da parte delle regioni o soggetti dalle stesse delegati, di un programma di salvaguardia delle coste dall’erosione costiera e la riduzione delle cause che generano i fenomeni erosivi, la protezione e valorizzazione dei litorali sabbiosi sul territorio nazionale, la mitigazione dei fenomeni dell’intrusione dell’acqua marina nell’acqua di sottosuolo.

In merito alla componente I «Alta velocità ferroviaria e manutenzione stradale», linea progettuale «Messa in sicurezza e monitoraggio digitale di strade, viadotti e ponti», è prioritario prestare particolare attenzione ad investire nella sostituzione dei ponti esistenti realizzati nel secolo scorso, con problemi strutturali e di sicurezza, piuttosto che sprecare risorse per interventi «tampone» su strutture ormai obsolete e inadeguate rispetto ai nuovi standard viabilistici europei.

Proseguendo, nell’ambito della Missione 5, componente III

Un altro passo avanti verso la proroga del Superbonus 110% fino a tutto il 2023: la Commissione Ambiente della Camera ha espresso parere favorevole con osservazioni sulla Proposta di PNRR del Governo, recependo così le sollecitazioni dell’ANAEPA e delle altre associazioni dell’edilizia circa all’estensione della durata dell’agevolazione del 110% per specifici interventi in ambito di efficienza energetica, di interventi antisismici, di installazione di impianti fotovoltaici o delle infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza, dopo la discussione in Parlamento, dovrà poi essere riesaminato e integrato dal governo e infine trasmesso alla Commissione Ue entro il prossimo 30 aprile.

In particolare, tra le osservazioni nell’ambito della Missione 2, componente III «Efficienza energetica e riqualificazione degli edifici», la Commissione invita a dare particolare priorità alla linea progettuale 2 «Efficientamento energetico e sismico, edilizia residenziale privata e pubblica», attraverso l’estensione del superbonus 110 per cento all’intero anno 2023, indipendentemente dalla avvenuta realizzazione di percentuali di lavori nell’ultimo anno di vigenza dell’incentivo, anche al fine di moltiplicare gli effetti positivi in termini di risparmio energetico annuo generato dagli interventi di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio privato.

Inoltre, nel parere si evidenzia la necessità di valutare l’inserimento di tale incentivo in una strategia di riqualificazione degli edifici e di semplificazione per favorire l’accesso ad essa, in particolare sul versante della verifica preventiva della conformità urbanistica, degli interventi sugli edifici ubicati nei centri storici laddove la presenza di vincoli impedisce il miglioramento di almeno due classi energetiche e l’accelerazione dei tempi di recupero del credito nonché la sua estensione ad altre tipologie di immobili e l’opportunità di un’estensione delle platea dei beneficiari.

Sempre nell’ambito della medesima Missione 2, sarebbe poi auspicabile la realizzazione di un Piano operativo nazionale per la sicurezza sismica per l’efficientamento energetico del patrimonio edilizio residenziale pubblico.

E ancora nell’ambito della Missione 2, componente IV «Tutela del Territorio e della risorsa idrica», la Commissione esorta a provvedere ad integrare il documento, incrementando le risorse della linea progettuale «Interventi sul dissesto idrogeologico» alla redazione e attuazione, da parte delle regioni o soggetti dalle stesse delegati, di un programma di salvaguardia delle coste dall’erosione costiera e la riduzione delle cause che generano i fenomeni erosivi, la protezione e valorizzazione dei litorali sabbiosi sul territorio nazionale, la mitigazione dei fenomeni dell’intrusione dell’acqua marina nell’acqua di sottosuolo.

In merito alla componente I «Alta velocità ferroviaria e manutenzione stradale», linea progettuale «Messa in sicurezza e monitoraggio digitale di strade, viadotti e ponti», è prioritario prestare particolare attenzione ad investire nella sostituzione dei ponti esistenti realizzati nel secolo scorso, con problemi strutturali e di sicurezza, piuttosto che sprecare risorse per interventi «tampone» su strutture ormai obsolete e inadeguate rispetto ai nuovi standard viabilistici europei.

Proseguendo, nell’ambito della Missione 5, componente III «Interventi speciali di coesione territoriale», la Commessione osserva che è indispensabile rafforzare la definizione di una nuova ed ambiziosa strategia per le aree urbane – quali luoghi privilegiati in cui si giocherà la sfida della sostenibilità ambientale, economica e sociale – in particolare mediante progetti di trasformazione urbana ad alta sostenibilità ambientale ed energetica volti ad adattare le città alle nuove esigenze sociali, economiche e tecnologiche, con misure di velocizzazione degli iter e delle procedure, di miglioramento delle prestazione energetiche, idriche e di sicurezza sismica degli edifici esistenti, di potenziamento dell’offerta di edilizia residenziale pubblica e di carattere sociale senza consumo di suolo, di contrasto alle condizioni di emarginazione, di degrado sociale, di superamento dei divari tra centro e periferie, anche alla luce degli obiettivi 11 (città e comunità sostenibili) e 13 (azione climatica) dell’Agenda europea 2030. Andrebbe altresì valutata – si legge nel parere – l’opportunità di istituire una «cabina di regia» a livello centrale che governi le politiche urbane e l’utilizzo delle risorse pubbliche, dichiarando di interesse pubblico gli interventi di rigenerazione urbana e approvando norme volte a superare i molteplici ostacoli che ancora ne impediscono la realizzazione.

Tra le altre osservazioni avanzate nell’ambito della Missione 1, componente I «Digitalizzazione, innovazione e sicurezza nella PA», figura anche la priorità al completamento della digitalizzazione delle procedure di gara per l’affidamento di contratti pubblici, in previsione della futura attuazione del Regolamento UE 1780/2019, che impone entro il mese di ottobre del 2023 la digitalizzazione delle procedure di gara (obbligatorietà dell’uso dei formulari elettronici nella rilevazione e gestione dei contratti pubblici per tutta l’UE), in particolare implementando la Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici (BDNCP) operante presso l’ANAC, al fine di affermare il principio di «once only» e realizzare una concreta riduzione degli oneri in capo a operatori economici e stazioni appaltanti. Per il raggiungimento del predetto obiettivo appare fondamentale perseguire una strategia di ampio respiro, volta a migliorare la competenza delle stazioni appaltanti, in linea con quanto disposto dall’articolo 38 del Codice Appalti (decreto legislativo n. 50 del 2016) in materia di qualificazione delle stazioni appaltanti e delle centrali di committenza, che allo stato attuale non ha ancora trovato completa attuazione.

 

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