04 Giugno 2026
Emergenza caldo, stop ai lavori all’aperto nelle ore più a rischio
Con l’aumento delle temperature diverse Regioni si sono già attivate con provvedimenti per la tutela dei lavoratori all’aperto, in particolare nei settori edile, agricolo e florovivaistico: in Lazio, Liguria, Veneto, Puglia e Toscana, Piemonte e Emilia-Romagna sono state adottate misure straordinarie che prevedono la rimodulazione degli orari, limitatamente ai soli giorni in cui la mappa del rischio rilevata dalla piattaforma Worklimate segnala un livello di rischio “alto” (https://www.worklimate.it/scelta-mappa/sole-attivita-fisica-alta/).
In Liguria l’ordinanza regionale, anticipata di un mese rispetto allo scorso anno, vieta di svolgere attività lavorative all’aperto nelle fasce orarie più a rischio, dalle 12.30 alle 16.00 nei giorni classificati a rischio elevato. Il provvedimento resterà valido fino al 31 agosto 2026.
Anche la Regione Piemonte ha firmato un’ordinanza per la tutela dei lavoratori esposti alle alte temperature che prevede dal 30 maggio al 31 agosto l’astensione dal lavoro nella fascia oraria compresa tra le 12.30 e le 16. L’ordinanza specifica, tuttavia, che il divieto non si applica qualora siano garantite condizioni idonee a ridurre il rischio, come aree ombreggiate o sistemi di raffrescamento.
In Emilia-Romagna, dal 3 giugno al 15 settembre 2026, è vietato il lavoro in condizioni di esposizione prolungata al sole dalle ore 12,30 alle 16 nei settori agricolo e florovivaistico, nei cantieri edili, nei piazzali della logistica e, da quest’anno, nelle cave e nella consegna merci con mezzi a pedalata anche assistita effettuata da raider.
Analoga misura è stata adottata nel Lazio, dove fino al 15 settembre è stato disposto il divieto di lavoro in condizioni di esposizione prolungata al sole dalle ore 12:30 alle ore 16:00, nei comparti agricolo e florovivaistico, nei cantieri edili e affini, nelle cave, nelle relative pertinenze esterne, nella logistica di piazzale e nelle attività di consegna merci.
In Veneto è stato invece sottoscritto il “Protocollo d’Intesa per la gestione del rischio da calore negli ambienti di lavoro finalizzato alla tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori”, a cui ha aderito anche da Confartigianato Edilizia Veneto. Il documento prevede attività di informazione e formazione sui rischi legati alle alte temperature, sulle misure di prevenzione e sulle procedure di emergenza e primo soccorso, oltre all’adozione di specifici interventi organizzativi per ridurre l’esposizione al rischio da calore.


