07 Ottobre 2020

Danni maltempo: in 10 anni -37,9% per investimenti in difesa suolo

L’intensità degli eventi atmosferici conseguenti ai cambiamenti climatici, associata alla pesante riduzione degli investimenti pubblici, sta determinando pesanti conseguenze su tutto il territorio nazionale, come è avvenuto nei giorni scorsi, con ingenti danni a infrastrutture, abitazioni, unità produttive e beni culturali.

Secondo gli ultimi dati resi disponibili dall’Istituto per la protezione e la ricerca ambientale ISPRA è a rischio il 91% dei comuni italiani. Sono 538 mila le famiglie che vivono in zone ad elevato rischio frane e 874 mila i nuclei familiari residenti in aree ad elevata pericolosità idraulica. Il 16,6% del territorio nazionale è mappato nelle classi a maggiore pericolosità per frane e alluvioni,  (50.117 kmq). Il 3,8% degli edifici italiani (550.723) si trova in aree a pericolosità da frana elevata e molto elevata e il 9,3% (1.351.578) in zone alluvionabili nello scenario medio.

L’Italia è il paese europeo con i più elevati danni da disastri ambientali – alluvioni, terremoti, eruzioni, incendi, eventi metereologici avversi, tempeste e danni dell’uomo – con 29,5 miliardi di euro stimati dalla Commissione europea dal 2003 al 2018.

A fronte di una elevata esposizione al rischio idrogeologico, si registra una pesante caduta degli investimenti pubblici, in particolare per quelli destinato alle opere di tutela del territorio delle Amministrazioni locali: secondo le elaborazioni dell’Ufficio Studi di Confartigianato, in dieci anni gli investimenti nel capitolo “Altre opere del genio civile” che includono le opere per la difesa del suolo, oltre a porti, condotte, linee ferroviarie, ecc.., sono scesi del 37,9%, con quelli delle Amministrazioni locali che si sono più che dimezzati, segnando una diminuzione del 58,9%.

“Per mitigare gli effetti del maltempo – ha commentato il Presidente di Anaepa Arnaldo Redaelli – è necessario che vengano intensificati al più presto gli investimenti a tutela del territorio. Occorre, più in generale, concentrare adeguate risorse pubbliche, promuovendo un piano di interventi finalizzato alla messa in sicurezza di territorio e del patrimonio immobiliare, così come è stato fatto con i Superbonus introdotti dal Dl Rilancio per la realizzazione di lavori di riqualificazione energetica e per agli adeguamenti strutturali antisismici degli edifici, che in una visione integrata possono produrre notevoli effetti  benefici per l’intera economia nazionale ”.

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