14 Gennaio 2026
Costi di costruzione: il PNRR sostiene la filiera, ma la sfida è progettare meglio
Il settore delle costruzioni e del real estate italiano entra in una nuova fase. Il Construction Cost Report 2025 di Gad evidenzia come, dopo anni di forte volatilità, la crescita dei prezzi dei materiali si stia attenuando non per un ritorno alla normalità prepandemica, ma per una riorganizzazione delle pressioni lungo l’intera filiera.
Alcune materie prime mostrano segnali di stabilizzazione, mentre altre diventano sempre più strategiche. Nel 2025, ad esempio, il legno registra un aumento medio del 23% e le terre rare del 29%, spinte dalla transizione energetica, dai requisiti normativi e dalle tensioni sull’offerta.
Le componenti legate a sostenibilità, elettrificazione e impiantistica incidono in modo crescente sulla formazione dei costi finali. La progettazione torna a essere una leva economica centrale per governare costi, rischio e sostenibilità nel lungo periodo.
In questo scenario, il PNRR sostiene la domanda pubblica e attenua gli effetti del rallentamento del mercato privato, ma non è sufficiente da solo a compensare la contrazione degli investimenti privati, aggravata anche dal rallentamento di mercati chiave come quello milanese. Per la prima volta, infatti, si registra una riduzione del volume d’affari delle imprese attive nel comparto privato.
La risposta a questa nuova fase non passa più dal semplice contenimento dei costi a valle, ma dall’efficienza del progetto a monte. Secondo Gad, il settore non ha ancora sfruttato pienamente l’opportunità offerta dalle risorse straordinarie, PNRR incluso, per investire in ricerca, sviluppo e innovazione dei processi progettuali. La sostenibilità – anche in chiave ESG – non è necessariamente sinonimo di maggiori costi, ma dipende dalla capacità di integrare creatività, dati e metodo fin dalle fasi iniziali.
Fonte OReP – Osservatorio sul Recovery Plan


