15 Ottobre 2026

Edilizia e abitare, a Olbia l’iniziativa di ANAEPA e Confartigianato Sardegna sulla nuova domanda abitativa regionale

In Sardegna oltre 320mila abitazioni, il 32% di quelle di proprietà, risultano non occupate o destinate agli affitti brevi. Di queste, circa 51mila sono utilizzate per locazioni turistiche, mentre nelle aree interne la quota delle abitazioni disabitate supera il 50%. Al contrario, l’80% delle compravendite immobiliari è concentrato lungo i litorali, con la sola Gallura che assorbe il 21,7% delle transazioni regionali. Questo è il quadro che sarà al centro l’iniziativa organizzata a Olbia da ANAEPA-Confartigianato Edilizia e Confartigianato Imprese Sardegna, in programma sabato 17 ottobre.

L’appuntamento, dal titolo “La nuova domanda abitativa come opportunità per le imprese edili artigiane della Sardegna”, si terrà al Blu Marine Conference Center, in viale Italia 39, con inizio alle ore 10.00. I lavori saranno aperti dalle relazioni introduttive di Giacomo Meloni, Presidente di Confartigianato Imprese Sardegna, e di Stefano Crestini, Presidente nazionale di ANAEPA-Confartigianato Edilizia. Seguirà la presentazione del dossier “Impatto dei cambiamenti che investono la domanda abitativa in Sardegna. Conoscere la domanda per orientare l’offerta”, realizzato da Nomisma e illustrato da Elena Molignoni, Responsabile Area Mercato Immobiliare dell’istituto di ricerca. Interverranno inoltre Francesco Licheri, Presidente di INU Sardegna, e Valeria Saiu, dell’Università di Cagliari e del CAMI, il Centro interdipartimentale di ricerche sulla casa e il mercato immobiliare. Le conclusioni saranno affidate a Franco Cuccureddu, Assessore regionale dell’Artigianato, Turismo e Commercio.

Lo studio analizzerà le profonde trasformazioni demografiche, sociali e immobiliari che stanno interessando la Sardegna. Se nei poli urbani crescono le nuove concessioni edilizie, con un +9,4% nel 2025, e aumenta l’efficienza energetica degli edifici, nei comuni delle aree interne avanzano invece lo spopolamento e l’invecchiamento della popolazione, insieme a un’elevata presenza di alloggi vuoti e in condizioni di degrado.

Contemporaneamente, il boom dell’extra-alberghiero e degli affitti brevi nelle aree costiere riduce l’offerta di abitazioni destinate alla residenza stabile e contribuisce a spingere verso l’alto i canoni di locazione.

Il Report individuerà quindi alcune direttrici di intervento: la rigenerazione del patrimonio inutilizzato nei borghi e nei centri delle aree interne, una gestione più equilibrata delle locazioni turistiche, la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente e lo sviluppo del Senior Housing, anche alla luce delle opportunità legate alla Silver Economy e ai nuovi bisogni della popolazione anziana.

Una trasformazione che riguarda direttamente anche il sistema produttivo: il comparto dell’edilizia e delle attività collegate coinvolge nell’Isola oltre 23mila imprese, dà lavoro a 42mila addetti e genera 1 miliardo e 300 milioni di euro di valore aggiunto. La nuova domanda abitativa può quindi diventare anche una concreta opportunità di lavoro e sviluppo per le imprese edili artigiane sarde.

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