28 Agosto 2025

Ricostruzione post-sisma 2016: nuove modifiche al Testo Unico della ricostruzione privata

Il Commissario Straordinario per la Ricostruzione post-sisma 2016 ha emanato l’Ordinanza n. 239 del 4 luglio 2025, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 196 del 25 agosto 2025. Il provvedimento introduce modifiche puntuali al Testo Unico della Ricostruzione Privata (TURP), con l’obiettivo di chiarire e rafforzare alcune disposizioni già in vigore, alla luce delle esperienze maturate nell’attuazione degli interventi.

Una delle principali novità riguarda la possibilità per i Comuni di attivare interventi sostitutivi anche in presenza di immobili i cui proprietari risultano non identificabili, oltre che irreperibili. Questa estensione consente di intervenire su edifici pericolanti o da demolire, anche quando non è possibile individuare con certezza i titolari, evitando così situazioni di stallo che potrebbero compromettere la sicurezza pubblica.

L’ordinanza interviene anche sul tema della gestione dei consorzi tra proprietari. Viene chiarito che, anche in presenza di consorzi formalmente costituiti, i Comuni possono esercitare il potere sostitutivo qualora si verifichino situazioni di dissenso o inattività tra i membri. Questo consente di garantire la continuità degli interventi, soprattutto nei casi in cui la collaborazione tra privati risulti problematica.

Un altro ambito oggetto di revisione è quello dei ruderi e degli edifici collabenti. L’ordinanza specifica che, in assenza di richieste da parte dei proprietari, i Comuni possono comunque procedere con la messa in sicurezza o la demolizione, qualora l’immobile rappresenti un rischio per la collettività. La norma si applica anche agli edifici che, pur non formalmente dichiarati inagibili, presentano condizioni strutturali critiche.

In materia di usi civici, viene introdotto un requisito preciso: per accedere ai contributi pubblici, è necessario che i terreni interessati siano stati previamente affrancati o legittimati. Questo passaggio è fondamentale per garantire la regolarità giuridica degli interventi e la corretta erogazione delle risorse.

Per quanto riguarda gli interventi unitari, ovvero quelli che coinvolgono più edifici in modo integrato, l’ordinanza prevede una maggiorazione del 10% del contributo parametrico. L’intento è quello di favorire soluzioni progettuali coordinate, che possano contribuire alla riqualificazione complessiva del tessuto urbano. Infine, viene affrontato il tema delle lievi difformità edilizie, con l’introduzione di criteri per la loro regolarizzazione.

L’ordinanza distingue tra difformità formali e sostanziali, e stabilisce le condizioni in cui è possibile accedere ai contributi anche in presenza di irregolarità minori, purché non compromettano la sicurezza o la conformità urbanistica dell’intervento.

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